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	<title>Massimiliano CarocciMassimiliano Carocci &#187; north mississippi allstars</title>
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		<title>Luther Dickinson</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2015 07:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimilianocarocci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando Angelo “Leadbelly” Rossi scende dal palco mi passa di fianco un ragazzo in jeans e camicia scura, i capelli alla mohicana fissati indietro dal gel. Non può essere lui. Invece è lui. Luther. Forse oggi – insieme a Warren Haynes e Dereck Trucks – il miglior chitarrista vivente. Sale sul palco e incomincia a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimilianocarocci.net/wp-content/uploads/2015/07/luther.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-371" title="luther" src="http://www.massimilianocarocci.net/wp-content/uploads/2015/07/luther.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000;">Quando Angelo “Leadbelly” Rossi scende dal palco mi passa di fianco un ragazzo in jeans e camicia scura, i capelli alla mohicana fissati indietro dal gel. Non può essere lui. Invece </span><em><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman;">è</span></em><span style="color: #000000;"> lui. Luther. Forse oggi – insieme a Warren Haynes e Dereck Trucks – il miglior chitarrista vivente. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Sale sul palco e incomincia a sistemare la sua strumentazione. L’accompagna solo un batterista. Si alzano i primi applausi dell’</span><em><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman;">Unaetrentacinquecirca</span></em><span style="color: #000000;"> di Cantù, Luther risponde sorridente. Poco dopo inizia il concerto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Sono seduto in prima fila, a forse un metro e mezzo dalla sua chitarra. È uno spettacolo di eleganza e maestria, Luther scivola nel blues dal primo accordo, e il fiume del piacere scorre limpido. Detiene un repertorio sconfinato di canzoni ed esperienza, sceglie qua e là gemme da far brillare tra North Mississippi Allstars, Dylan, i suoi dischi solisti – dei Black Crowes, invece, solo il ricordo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ciò che seduce di lui è proprio questo: la totale serenità, l’assenza di protagonismo, di furbizia o narcisismo. Luther è l’essenza del blues, la sua Verità più profonda. Il veleno della vita che raccontato libera dal suo peccato. Il blues ti abbraccia e ti ferisce, Luther ne riesce oggi a dare l’ultima interpretazione, forse la più leggera, fiera ed insieme potente.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La vivacità delle sue composizioni infatti risente dell’educazione paterna – il grande produttore Jim Dickinson, scomparso qualche tempo fa – e di tutta la tradizione americana, il suo sud di abbandono e rivolta.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E dopo ogni storia, Luther ringrazia e saluta, sempre sorridente. Racconta del lungo viaggio che l’ha portato qua, ringrazia per l’ospitalità e le bellezze dell’Italia. È sincero. Scherza con il batterista, si fa portare un bel bicchiere di whiskey e poi imbraccia la chitarra come un fioretto elettrico, ma senza nemici da colpire. Solo il vento d’attraversare, colorandone la brezza.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Un’ora e mezza di grande musica e di felicità per un artista vero che è rimasto umile, che ci insegna quanta ricchezza ancora possa donarci il passato se lo ravviviamo di passione, se lo facciamo rinascere futuro.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alla fine, una jam potente ed equilibrata con Angelo “Leadbelly” chiamato sul palco.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">A fine concerto Luther firma autografi e abbraccia i fan che chiedono una foto – me compreso. Sorride sempre. Lo ringrazio. Ci abbracciamo. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Che bello il blues. Che bella la musica.</span></p>
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